V
Valvola cardiaca
Valvulopatia
Valvola mitrale (o bicuspide)
Valvola tricuspide
Valvuloplastica
Varice
Vena
Vene varicose
Vene cave
Valvola cardiaca
Se si poggia l'orecchio sul torace all'altezza del
cuore, si sentono due suoni piuttosto vicini, ritmici,
separati da un intervallo più lungo. Il primo
suono è dovuto alla chiusura delle due valvole
poste atrii e ventricoli, il secondo dalla chiusura
di altre due valvole, una nell'arteria polmonare e
nell'altra nell'aorta.
Le valvole atrioventricolari sono formate da due o
tre lembi triangolari di tessuto attaccati con un lato
alle pareti cardiache. Le valvole semilunari sono costituite
da tre tasche di tessuto addossate alle pareti arteriose
e con l'apertura rivolta in direzione opposta a quella
in cui scorre il sangue.
La presenza di queste valvole garantisce, come in ogni
sistema di pompaggio efficente, che il liquido pompato
non torni indietro. La loro apertura e chiusura ritmica è determinata
solo dal fatto che l'alternarsi di contrazione e dilatazione
determina una variazione di pressione continua e ritmica
tra una zona e quelle subito anteriore e posteriore.
Per esempio, la contrazione del ventricolo sinistro
aumenta la pressione al suo interno e questo spinge
in alto i lembi della valvola atrioventricolare così da
chiuderla mentre schiaccia le tasche delle valvole
semilunari addosso alla parete arteriosa in modo da
aprirle e spingere il sangue verso l'aorta. Una volta
che la contrazione ventricolare è finita e che
la pressione nell'aorta è maggiore che nel ventricolo
sinistro, il sangue tende a tornare indietro, riempie
le tasche delle valvole semilunari che si distendono
in modo da impedire il movimento all'indietro. Se le
valvole non chiudono o non si aprono bene perché danneggiate
da una malattia, il sangue può tornare indietro
oppure avanza con difficoltà. In tutti e due
i casi si generano dei moti turbolenti rilevabili all'auscultazione
del cuore come "soffi" la cui presenza permette
di diagnosticare la malattia.
Valvulopatia
Il funzionamento delle valvole cardiache è indispensabile
per un'efficiente azione di pompa del cuore. Ma ciascuna
delle quattro valvole cardiache può avere due
problemi: restringersi o non chiudere più bene.
Nel primo caso il sangue passa con difficoltà,
nel secondo torna in parte indietro e in tutti e due
i casi ci sono conseguenze.
I difetti delle valvole (vizi valvolari) possono essere
presenti dalla nascita, soli o associati ad altre anomalie,
oppure essere acquisiti in epoche successive e questi
sono dovuti ad alterazioni degenerative o a ischemia
(riduzione della irrorazione sanguigna) che colpisce
parte del cuore provocando stenosi dell'aorta o insufficienza
mitralica. I sintomi e i segni dei vizi valvolari sono
diversi, ma in genere determinano scompenso cardiaco,
irregolarità del ritmo o sintomi conseguenti
a ridotto afflusso di sangue ai tessuti dell'organismo.
I difetti valvolari possono essere diagnosticati con
l'auscultazione, l'ecocardiografia, l'ecocardiografia
Doppler ed essere corretti con la chirurgia.
Valvola mitrale (o bicuspide)
La valvola tra atrio e ventricolo sinistri che impedisce
che il sangue torni indietro quando batte il ventricolo
sinistro.
Valvola tricuspide
La valvola tra atrio e ventricoli destri che impedisce
che il sangue torni indietro quando batte il ventricolo
destro.
Valvuloplastica
Intervento chirurgico di ricostruzione o di riparazione
di una valvola cardiaca danneggiata e difettosa.
La valvuloplastica può essere un intervento
a cuore aperto (con il paziente collegato alla macchina
cuore-polmoni) o la si può fare con tecniche
diverse senza bisogno di aprire il torace.
Varice Sinonimo di vena varicosa.
Vena Ogni vena riporta il sangue al cuore da qualche parte
del corpo. Dai capillari verso il cuore, le vene
via si uniscono e formano o vasi che portano il sangue
alle due maggiori vene del corpo, le vene cave. Le
vene cave veicolano poi il sangue desossigenato alla
parte destra del cuore, da dove passa ai polmoni.
Un'eccezione importante sono le vene polmonari, presenti
nel torace, che trasportano sangue ossigenato dai
polmoni alla parte sinistra del cuore. Un'altra vena
particolare è la vena porta, che veicola sangue
ricco di sostanze nutritive dall'intestino al fegato.
Come le pareti delle arterie, anche quelle delle vene
sono formate da un rivestimento interno liscio, da
uno strato intermedio muscolare e da un rivestimento
esterno fibroso. Nelle vene, la pressione sanguigna è però molto
inferiore a quella presente nelle arterie. Di conseguenza,
le pareti delle vene sono più sottili, meno
elastiche, meno muscolose e più deboli. Quando
sono vuote, le vene si collassano mentre le arterie
restano tese.
Vene varicose Condizione caratterizzata da rigonfiamento, distorsione
e attorcigliamento di una vena. Le vene varicose
compaiono soprattutto nelle gambe, dove sono causate
da un'insufficienza delle valvole scaglionate dal
basso all'alto lungo la vena. Le emorroidi sono vene
varicose della parte finale dell'intestino.
Nelle vene, la pressione del sangue è molto
inferiore rispetto a quella presente nelle arterie;
quindi una vena lesa sanguina molto più lentamente
di un'arteria dello stesso calibro. Di solito, una
leggera pressione esercitata su una vena lesa è sufficiente
ad arrestare l'emorragia. Anche il sollevare la parte
lesa al di sopra del livello del cuore serve ad arrestare
l'emorragia da una vena, ma non quello da un'arteria.
Vene cave Vene di calibro molto ampio dove confluisce tutto il
sangue venoso (desossigenato) presente in circolo.
Le vene cave portano questo sangue all'atrio destro
(una delle cavità superiori del cuore).
La vena cava superiore raccoglie il sangue proveniente
dalla parte superiore del tronco, dalla testa, dal
collo e dagli arti. La vena cava inferiore drena il
sangue proveniente da tutti i distretti al di sotto
del torace.
|