Curare la fibrillazione con l'ablazione

Secondo alcuni dati appena pubblicati sul JAMA (Journal of American Medical Association), i pazienti con fibrillazione atriale, un comune disordine del ritmo cardiaco, che sono stati trattati tramite ablazione effettuata con cateteri per mappaggio ed ablazione a punta irrigata, hanno dimostrato esiti notevolmente migliori dopo un anno rispetto a pazienti trattati con terapia farmacologica. Inoltre, i pazienti sottoposti ad ablazione trans-catetere hanno fatto registrare un numero di sintomi notevolmente inferiore ed una migliore qualità della vita.

La fibrillazione atriale, conosciuta più comunemente come FA, è il disordine cardiaco più comune, e da cui si stima che siano affette più di 20 milioni di persone in tutto il mondo. La FA è anche una delle cause più comune di ictus fra gli ultrasessantacinquenni. Nel corso della procedura di ablazione trans-catetere, viene inserito un catetere nel cuore che distribuisce energia in quelle aree del muscolo cardiaco responsabili dell’alterazione del ritmo. Questa energia “interrompe” il percorso del ritmo anormale.

Dopo un anno, il 66% dei pazienti curato mediante ablazione trans-catetere non ha presentato alcuna FA sintomatica documentata, rispetto al 16% dei pazienti trattati con terapia medica, comunemente conosciuta anche come somministrazione di farmaci antiaritmici o FAA (95% 0.19, 0.47; P < .001). Inoltre i punteggi sulla qualità della vita sono aumentati notevolmente nei pazienti curati con ablazione a tre mesi, e questo miglioramento è stato riscontrato nuovamente dopo un anno. Secondo questo studio, la cura dell’ablazione, che ristabilisce e mantiene il ritmo sinusale, è associato ad una migliore qualità della vita.

(28 gennaio 2010)

Fonte

Ufficio stampa Johnson & Johnson Medical