F
Fattore di rischio
Fibrillazione cardiaca
Flebite
Flebotrombosi
Frequenza cardiaca
Fattore di rischio Se siete brilli e vi mettete alla guida avrete per forza
un incidente? No, ovviamente.
E neppure se andate come pazzi spericolati. Ci sono buone
ragioni per andare in macchina brilli e veloci? Se rispondete
sì, auguri, se rispondete no avete capito cos'è un
fattore di rischio.
Le malattie di cuore non hanno una causa necessaria e
sufficiente, almeno non ne abbiamo trovate sinora. Sappiamo
invece che ci sono fattori con una maggiore probabilità che
la malattia si manifesti, i fattori di rischio. Per essere
considerato tale, un fattore deve rispondere a certi
criteri, non solo quello della ricorrenza ovvero della
forza dell'associazione e della relazione dose-risposta,
ma anche gli altri due che tanto maggiore l'esposizione,
tanto maggiore il rischio e che è plausibile che
il fattore di rischio abbia a che fare qualcosa con la
malattia.
Le novità degli ultimi anni sono state che:
· primo, hanno più importanza le variazioni
piccole ma diffuse dei fattori di rischio che quelle
più significative ma proporzionalmente più rare.
· secondo, in presenza di più fattori,
questi moltiplicano i loro effetti anziché sommarli.
Un fumatore con un modesto incremento del colesterolo
e della pressione arteriosa corre un rischio maggiore
di morte coronarica rispetto a un non fumatore con ipertensione
seria o ipercolesterolemia marcata. Questo ha fatto coniare
il concetto di rischio totale per indicare quello che
la singola persona Le novità degli ultimi anni
corre per la coesistenza di più fattori di rischio.
Fibrillazione cardiaca "È tutto in fibrillazione", "È un
fibrillare di idee e iniziative", sono modi di dire
comuni. Suggeriscono attività frenetiche e assenza
di ordine, sommovimenti non distruttivi e andamenti imprevedibili.
Anche per la fibrillazione cardiaca è così:
il polso non è ritmico, il cuore non batte con
ordine. L'intervallo tra una contrazione e l'altra cambia
di continuo. La cosa non è sempre grave, però.
Le conseguenze dipendono dalla frequenza del battito
e, soprattutto, dal fatto che la fibrillazione interessi
gli atrii o i ventricoli.
Nel caso più comune - la fibrillazione atriale
- gli atrii battono in modo irregolare e molto rapido
(300-500 battiti al minuto), ma non tutti i battiti
passano raggiungono i ventricoli. Di conseguenza questi
battono in modo irregolare a una velocità di
80-160 battiti al minuto. In caso di fibrillazione
ventricolare le cose son molto più serie perché i
ventricoli smettono di pompare. Si ha arresto cardiaco.
Urge la defibrillazione.
Le cause? Praticamente tutte le forme di malattia cardiaca
di vecchia data con ingrossamento degli atrii. I sintomi?
Dal nulla alla palpitazione, al dolore toracico provocato
da ridotto afflusso di sangue.
Flebite Il prefisso flebo- sta per vena, la desinenza -ite
indica infiammazione. Conclusione: parliamo di un'infiammazione
della vena. Ma è uno dei casi in cui la disgrazia
non vien da sola, per definizione. Una vena infiammata
stimola la coagulazione di sangue e la formazione
di trombi sicché spesso si ha una tromboflebite.
Vederne una colpisce. L'aspetto è caratteristico:
sembra di vedere un cordoncino tortuoso sotto una
pelle arrossata e dolente.
Flebotrombosi Se flebo- sta per vena e trombosi è l'accumulo
di materiale sanguigno (soprattutto piastrine), la
conclusione è semplice: parlasi di flebotrombosi
se una vena si chiude per effetto di un tappo biologico.
Possono esserci molte cause, ma il caso in cui la si
trova più di frequente è quella della
signora obesa che si muove poco. C'è da far
i conti con due cose:
· primo, nelle vene il sangue non avanza perché c'è una
pompa che spinge, come succede nelle arterie, ma perché le
vene sono spremute dai movimenti dei muscoli
· secondo, se il sangue delle vene si muove con
difficoltà, aumenta la tendenza alla trombosi.
Ebbene, nella gamba di una persona molta grassa - obesa
- i tessuti sono sotto tensione e le vene strangolate.
E siccome il corpo è tutto pesante, la persona
tende a muoversi meno e con più lentezza. Il
sangue avanza con difficoltà, si ferma, si muove
a fatica.
Ci sono tutte le condizioni per una flebotrombosi.
Frequenza cardiaca In certi piccoli uccelli e mammiferi il cuore batte
con una frequenza di 200-400 battiti al minuto. Sai
che stress. A noi le cose vanno meglio. La maggior
parte delle persone ha una frequenza cardiaca - numero
di battiti per minuto - compresa tra 60 e 100, a
riposo. Un valore che resta praticamente invariato
tutta la vita, sebbene sia maggiore nell'infanzia
e minore negli anziani. Gli sportivi hanno, a riposo,
una frequenza minore perché il cuore allenato
pompa il sangue come un cuore non allenato pomperebbe
il sangue a una frequenza maggiore. L'attività fisica
o le emozioni aumentano la frequenza perché aumenta
la produzione di due ormoni (adrenalina e noradrenalina)
nelle ghiandole surrenali e di noradrenalina da parte
delle fibre nervose che controllano il ritmo cardiaco.
Il riposo e il rilassamento hanno l'effetto contrario.
Il sistema più semplice per misurare la frequenza
e il ritmo (regolarità del battito) cardiaci è la
manovra che il medico fa di routine: sentire il polso. È il
battito trasmesso all'arteria radiale. Un'alternativa
più professionale, che offre più informazioni è auscultare
il cuore con un fonendoscopio appoggiato poco sotto
il capezzolo sinistro. Per gli ossessivi o in casi
di dubbi seri, infine, c'è la registrazione
elettrocardiografica.
|