Gli esami di laboratorio e strumentali
Angioplastica percutanea transluminale (o Ptca)
Un palloncino nelle arterie: ci credereste? No? Eppure
si tratta di questo? State a sentire. Il problema è quello
delle strozzature nelle arterie dovute ad aterosclerosi-trombosi.
Tra le tante possibilità a qualcuno è venuto
in mente di usare la maniera forte, sì, insomma
di allargare l'arteria spingendo sulle pareti. E la
cosa sembra avere un certo successo.
Forse troppo. La tecnica si è affinata nel corso
degli anni ed attualmente ha superato gli interventi
di bypass per numero d'interventi effettuati ogni anno,
con differenze da uno Stato all'altro. Mentre negli
Stati Uniti, per ogni milione di persone sono effettuati
1000 interventi di angioplastica, in Europa ne sono
praticati meno di 400.
Anche se il progresso tecnologico rinnova in pratica
ogni 6-12 mesi la strumentazione, prevede essenzialmente
2 elementi, un catetere guida e un catetere dilatatore
a palloncino riempito con mezzo di contrasto.
Il catetere guida serve a tre cose, da guida appunto,
cioè per arrivare sino al punto della coronaria
dove si vuole intervenire, per "spruzzare" la
sostanza di contrasto nell'arteria coronaria per far
vedere bene la zona che interessa, il punto della strozzatura
e per fornire un supporto al catetere dilatatore posto
in corrispondenza della stenosi. Il catetere dilatatore
ha all'estremità libera, quella che viene infilata,
un palloncino gonfiabile che una volta dilatato spinge
e dilata l'arteria.
In considerazione del fatto che la Ptca costa meno
della metà di quello di un intervento di bypass,
che è più semplice e breve e che fa accorciare
i tempi di degenza e di convalescenza. sembrerebbero
esserci i presupposti per un cospicuo risparmio, di
spese e di tempi. L'inconveniente maggiore dell'intervento è che
dopo un po' di tempo la strozzatura tende a riformarsi.
Di sicuro le persone con malattie di cuore non sono
tutte candidate alla Ptca. Se la strozzatura è spinta,
meglio evitare, come pure se ci sono parecchie strozzature
lungo l'arteria: perché rischiare su un punto
se poco più in là ce ne è un altro
che potrebbe rendere vano tutto? |