Gli esami di laboratorio e strumentali
Angiografia coronarica
L'idea è sempre
quella: dato che non riesce a vedere un tubo, ma nel
senso vero di tubo - in questo caso un'arteria coronaria
- si spruzza nel tubo una sostanza visibile ai raggi
X delle radiografie (si chiamano sostanze radiopache
o di contrasto). Sembra una magia: diventa visibile
l'invisibile.
Se questo è fatto per far vedere
le arterie del cuore, si parla di angiografia coronaria.
Con tecniche di alta qualità, si riesce a vedere
arterie larghe 1 mm.
In caso di malattie di cuore come angina e infarto,
l'esame permette di vedere delle zone di restringimenti
o anche la chiusura completa di un'arteria. In genere
i cardiologi pensano che il restringimento od ostruzione
sono significativi quando il diametro del lume è ridotto
più del 70%. È poco probabile che ostruzioni
di grado minore comportino ischemia, a meno che non
vi si sovrappongano spasmo o trombosi.
L'esame si fa mediante l'inserimento di un tubicino
in un'altra arteria e facendolo scivolare su fino alle
coronarie.
L'angiografia a sottrazione digitale è usata
per arterie non in movimento e per la cineangiografia
delle cavità.
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