Heart Protection Study e ictus

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I risultati dell'Heart Protection Study (HPS) riferiti al sottogruppo di pazienti affetti da diabete mellito sono stati recentemente pubblicati sulla rivista britannica The Lancet, fornendo indicazioni originali sugli effetti positivi del trattamento preventivo con statina in questa patologia.

Sebbene le complicanze cardiovascolari rappresentino la maggiore causa di morbidità e mortalità nei soggetti diabetici, le relazioni esistenti fra il quadro lipidico, l'incidenza di infarto miocardico e ictus cerebrale sono state finora poco studiate. L'attenzione, nel diabete, si è concentrata soprattutto sul controllo della glicemia e della pressione arteriosa e la maggior parte dei soggetti diabetici non viene sottoposta a terapia ipocolesterolemizzante. I risultati di questo studio forniscono una dimostrazione diretta di un effetto favorevole del trattamento con statina e potrebbero quindi modificare le linee-guida del trattamento dei pazienti diabetici.

Lo studio

L'idea originale alla base dello studio HPS, che ha riguardato una popolazione complessiva di circa 20.000 soggetti, è stata quella di considerare l’ipotesi che un trattamento con un farmaco ipocolesterolomizzante, come la simvastatina, potesse produrre effetti favorevoli nella riduzione di complicanze cardiovascolari in tutti i soggetti a rischio, indipendentemente dai livelli di colesterolemia di base.

Dal luglio del 1994 sono stati arruolati nello studio randomizzato 5.963 pazienti con diabete di tipo 1 o di tipo 2, trattati con simvastatina alla dose fissa giornaliera di 40 mg o con un placebo per un periodo di 5 anni. I risultati, dopo un follow-up medio di 4,8 anni, analizzati secondo un approccio intention to treat, hanno dimostrato una differenza media fra le concentrazioni di colesterolo LDL fra i due bracci di circa 1,0 mmol/l.

I risultati

Nei pazienti diabetici in trattamento attivo si è registrata la riduzione, statisticamente significativa, di tutti gli eventi vascolari oggetto di studio: eventi coronarici maggiori, ictus cerebrali e procedure di rivascolarizzazione. Complessivamente, il trattamento con simvastatina è risultato associato ad una riduzione proporzionale del tasso di eventi vascolari del 22%, simile a quella osservata nella popolazione non diabetica. Scomponendo questo dato, una riduzione altamente significativa è stata osservata per tutte le classi di primi eventi presi in esame, pari al 27% per gli eventi coronarici maggiori, al 24% per gli ictus cerebrali e al 17% per le procedure di rivascolarizzazione. Come conseguenza, il trattamento con simvastatina ha consentito di prevenire almeno un evento vascolare maggiore in 49 pazienti su 1000, numero che sale a 85 su 1000 considerando anche gli eventi successivi.

Le conclusioni

Un aspetto interessante della studio, reso possibile dal gran numero di pazienti arruolati, è stata la comparazione dei risultati fra i vari sottogruppi di diabetici. Questa analisi ha dimostrato l’efficacia della statine indipendentemente da parametri come l’età, la presenza di coronaropatia, i livelli di colesterolo LDL o di colesterolo HDL. In particolare, l’effetto di prevenzione su tutti gli eventi vascolari maggiori presi in esame è risultato indipendente dai livelli di colesterolemia di base, confermando che il rischio associato alla malattia diabetica è di per sé più significativo di tutti gli altri possibili fattori presenti.

La principale indicazione clinica emersa dallo studio è quindi che la profilassi con statine previene l’insorgere di complicanze cardiovascolari importanti in circa un quarto dei pazienti diabetici, una popolazione altamente significativa se si considera la diffusione della malattia diabetica nel mondo e nei paesi industrializzati in particolare.

Bibliografia

  1. Heart Protection Study Collaborative Group. MRC/BHF Heart Protection Study of cholesterol-lowering with simvastatin in 5963 people with diabetes: a randomised placebo-controlled trial. Lancet 2003; 361: 2005-16.

  2. MRC/BHF Heart Protection Study