Heart Protection Study e il diabete

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Mentre la correlazione diretta fra le concentrazioni ematiche di colesterolo ed il rischio di cardiopatia coronarica è stata ormai definitivamente accertata, più problematica appare la definizione del rapporto tra colesterolemia ed incidenza di ictus cerebrale.

I risultati della subanalisi relativa ai pazienti con ictus cerebrale nell’ambito dell’Heart Protection Study (HPS), forniscono risultati importanti in quest’ambito, dimostrando una significativa riduzione dell’incidenza di ictus cerebrali a seguito di un terapia ipocolesterolemizzante con statine.

Lo studio

Nell’ambito dello studio randomizzato HPS, 20.536 pazienti ad elevato rischio cardiovascolare sono stati trattati con statine alla dose fissa giornaliera di 40 mg o con un placebo per un periodo di 5 anni. Di questi, 3280 soggetti presentavano un’anamnesi positiva per malattia cerebrovascolare: ictus ischemico, TIA o endoarteriectomia carotidea. Fra questo gruppo e la restante popolazione presa in esame non erano presenti caratteristiche basali significativamente differenti; ugualmente simile è risultata la riduzione dei livelli ematici di colesterolo dopo terapia con statine, pari in entrambi i casi a 1,0 mmol/l.

I risultati

Nell’ambito dell’intera popolazione ad alto rischio studiata, è stata riscontrata:

  • una riduzione del 25% dell’incidenza di tutti i primi ictus cerebrali, fatali e non fatali;
  • una riduzione del 30% degli ictus di natura ischemica.
  • una diminuzione simile tanto degli ictus fatali o notevolmente invalidanti, quanto di quelli di gravità inferiore.

Riguardo gli ictus emorragici non sono state rilevate invece differenze di rilievo.

La riduzione degli eventi ischemici si è manifestata già dopo un anno di trattamento, per divenire altamente significativa dal secondo anno in poi con la prevenzione di 16 primi episodi o episodi successivi di ictus cerebrali, ogni 1000 pazienti, nel periodo di follow-up di 5 anni.

Nel gruppo di pazienti con pregressa malattia cerebrovascolare, come nel restante gruppo ad alto rischio, al seguito del trattamento con statine è stata osservata una riduzione significativa di tutti i primi eventi vascolari maggiori pari al 20%, compresi gli eventi coronarici maggiori e la procedure di rivascolarizzazione (riduzione del 32%). Non è stato invece riscontrato nessun calo evidente dell’incidenza di eventi cerebrali complessivi, ma dall'analisi dei singoli tipi di ictus è emerso una riduzione proporzionale del 19%, non significativa, degli ictus di natura ischemica anche in questi pazienti già affetti da malattia cerebrovascolare.

È importante notare come l’efficacia del trattamento non è risultata influenzata dai livelli di colesterolemia di base, con una riduzione dell’incidenza di ictus anche nei pazienti normo-colesterolemici, né da età, dal genere o dalla concomitante presenza di altri fattori di rischio.

Le conclusioni

Questi dati dello studio HPS hanno quindi confermato ed ampliato i risultati di studi precedenti che suggerivano un effetto positivo del trattamento con statine nella prevenzione degli ictus cerebrali, con un numero di pazienti studiato più ampio ed una maggiore riduzione del rischio relativo. I risultati ottenuti nei pazienti ad elevato rischio vascolare rispetto a quelli con pregressa diagnosi di ictus sembrano dimostrare una efficacia maggiore del trattamento con statine in prevenzione primaria che in prevenzione secondaria, sebbene maggiori informazioni su questo punto siano attese dagli studi attualmente in corso.

Bibliografia

  1. Heart Protection Study Collaborative Group. Effects of cholesterol lowering with simvastatin on stroke and other major vascular events in 20 536 people with cerebrovascular disease or other high-risk conditions. Lancet 2004, 363: 757-67.

  2. MRC/BHF Heart Protection Study