Calcolare
il rischio cardiovascolare
Introduzione
Storia
Strumenti
Misurare il rischio
Domande e Risposte
Per saperne di più…
Introduzione
La valutazione del rischio cardiovascolare di una persona è uno
degli obiettivi principali della prevenzione primaria
individuale.
Tale valutazione rappresenta il primo passo per attivare
un programma personalizzato che è finalizzato alla
riduzione dei fattori di rischio modificabili, cioè quei
fattori di rischio che possono essere corretti intervenendo
sullo stile di vita e quando necessario con un trattamento
farmacologico.
Per stimare la probabilità di una persona di sviluppare
nel corso degli anni una malattia cardiovascolare è necessario
considerare insieme i valori di più fattori di rischio.
Utilizzando delle funzioni di rischio – che sono delle
equazioni costruite con i dati raccolti negli studi epidemiologici
longitudinali – viene calcolato il rischio
cardiovascolare globale assoluto.
Le funzioni di rischio sono definite da tre caratteristiche
che variano da popolazione a popolazione e di generazione
in generazione:
- fattori di rischio;
- coefficiente di rischio;
- probabilità di sopravvivere
senza malattia.
Storia
A partire dagli anni settanta è cresciuta la consapevolezza
della necessità di intervenire sulla diffusione della
malattia cardiovascolare che costituisce un problema sanitario
prioritario, considerato che rappresenta la prima causa di
morte e la principale causa di malattia e di invalidità nel
nostro Paese.
Il rischio di sviluppare questa malattia nel corso degli
anni è spesso legato allo stile di vita e di comportamenti
errati che potrebbero essere modificati attraverso semplici
azione preventive (controllo del peso, dieta iposodica, attività fisica
e abolizione del fumo di sigaretta). Per le persone che presentano
un rischio elevato diviene fondamentale il controllo dei fattori
di rischio quali ipertensione, colesterolemia o diabete attraverso
un trattamento farmacologico appropriato.
Negli anni novanta ci si è resi conto che non era
corretto trattare ogni fattore separatamente ma che per valutare
il rischio era necessario considerare più fattori
contemporaneamente. Basandosi su questo principio sono state
elaborate diverse carte
del rischio che differiscono per
alcuni elementi:
- fattori di rischio presi in considerazione;
- gli end-point
che sono rappresentati dalle malattie su cui viene fatta
la valutazione;
- la durata del follow-up, cioè della
durata dei studi longitudinali su cui sono state elaborate
le diverse
carte
del rischio;
- la possibilità di predizione a 5
o a 10 anni;
- il genere.
Tra gli studi storici che hanno prodotto carte del rischio
da applicare in popolazione geograficamente diverse si ricordano
lo Framigham condotto negli Stati Uniti, lo studio PROCAM
in Germania, lo SCORE in Europa e, infine, il Progetto CUORE
in Italia che ha messo a disposizione funzioni di rischio
basate su dati italiani.
Strumenti
Il medico di medicina generale e il cardiologo dispongono
di due strumenti per misurare il rischio cardiovascolare
globale assoluto che sono stati messi a punto dal Progetto
CUORE:
- carta del rischio;
- punteggio individuale.
Sono strumenti pratici e facile da utilizzare che vanno
applicati solo in prevenzione primaria. Il loro utilizzo
non può prescindere dalla conoscenza delle linee-guida
della buona pratica clinica.
Sia la carta del rischio sia il punteggio individuale:
- sono
rivolti a uomini e donne che non hanno avuto precedenti
eventi cardiovascolari;
- non sono utilizzabili nelle donne
in gravidanza;
- devono essere utilizzati dal medico perché la
loro attendibilità dipende dalla valutazione corretta
dei fattori di rischio che devono essere misurati secondo
la
metodologia
standardizzata.
Le differenze tra i due strumenti sono:
- fascia di età: nella carta del rischio va
dai 40 ai 69 anni mentre nel punteggio individuale va dai
35 ai 69 anni; la scelta del limite di età è stata
dettata dalla confrontabilità con le carte già esistenti
che hanno per l’appunto dai 40 ai 69 anni;
- fattori
di rischio: nella carta della rischio sono sei mentre nel
punteggio sono otto (vedi tabella);
- età, pressione
sistolica e colesterolemia totale: nella carta sono suddivisi
in classi mentre nel punteggio
sono inseriti valore puntale.
- stima del rischio: nella
carta viene calcolata in classi mentre nel punteggio
come valore continuo.
| Carta del
rischio |
Punteggio individuale |
Sesso |
Sesso |
Età |
Età |
| Pressione sistolica |
Pressione sistolica |
| Colesterolemia totale |
Colesterolemia totale |
| Diabete |
Diabete |
| |
HDL-colesterolemia |
| |
Trattamento ipertensione |
Tabella. Fattori di rischio.
Misurare il rischio La carta
del rischio è disponibile in formato cartaceo.
Vi sono quattro carte che si differenziano per genere e per
la presenza o meno di diabete: uomini diabetici, uomini non
diabetici, donne diabetiche e donne non diabetiche. In ciascuna
carta vengono poi considerati i quattro fattori di rischio
rimanenti: fumatore/non fumatore, decennio di età,
pressione arteriosa suddivisa in classi.
Il livello di rischio indica quante persone dello stesso
genere, con gli stessi valori dei fattori, si ammaleranno
di primo evento cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio
o ictus) nei successi 10 anni.
Per il punteggio individuale devono essere contemplati due
fattori di rischio aggiuntivi rispetto a quelli misurati nella carta del rischio: il valore HDL e la presenza di
ipertensione arteriosa trattata farmacologicamente. Per il
calcolo del rischio individuale deve essere utilizzato il
programma cuore.exe scaricabile gratuitamente dal sito www.cuore.iss.it.
Il punteggio permette di stimare il rischio di primo evento
cardiovascolare maggiore (infarto del miocardio o ictus)
nei successivi 10 anni.
Domande e risposte
Quali sono i vantaggi della carta del rischio e del punteggio
individuale?
Sono strumenti semplici che:
- rispettano l’eziologia
multifattoriale delle malattie cardiovascolari;
- offrono
opzioni multiple al trattamento;
- rendono obiettiva e più accurata
la valutazione, confrontabile anche nel tempo;
- permettono
una valutazione costi e benefici.
Quali sono invece i limiti?
I limiti sono che questi strumenti:
- devono essere aggiornati
periodicamente;
- non considerano nuovi fattori di
rischio;
- è necessario avere coorti rappresentative
della popolazione a cui vengono applicati gli strumenti
la carta
del rischio.
Per il calcolo del rischio devono essere applicate metodologie
standardizzate per la misurazione dei fattori di rischio.
Come distingue il fumatore dal non fumatore?
Si definisce fumatore chi fuma regolarmente ogni giorno (anche
una sola sigaretta) oppure che ha smesso da meno di 12 mesi.
Il non-fumatore invece è colui che non ha mai fumato
o ha smesso da più di 12 mesi.
Quando una persona viene definita diabetica?
Rientra nella categoria del diabetico chi presenta, in almeno
due misurazioni successive, effettuate nell’arco di una settimana,
la glicemia a digiuno uguale o superiore a 126 mg/dl o
chi è sottoposto a terapia ipoglicemizzante orale
o insulina oppure il paziente che presenta diagnosi di
diabete.
Quali valori di glicemia e di colesterolemia sono utilizzabili?
Glicemia e colesterolemia totale devono essere stati misurati
da non più di tre mesi.
Come misurare la pressione arteriosa sistolica?
Si deve calcolare la media di due misurazioni al braccio
destro che devono essere presi a distanza di qualche minuti
l’una dall’altra.
Per saperne di più…
Il Progetto Cuore
Carta
del rischio cardiovascolare: passato e futuro. Intervista
a Luigi Palmieri, Progetto Cuore
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