Basi genetiche della morte cardiaca improvvisa

Silvia G. Priori, Raffaella Bloise
Cardiologia Molecolare, Fondazione Salvatore Maugeri, Pavia

Introduzione
La sindrome del QT lungo
La sindrome di Brugada
Conclusioni


Introduzione

I recenti sviluppi nello studio delle malattie aritmogene ereditarie costituiscono uno degli esempi più significativi di come l'integrazione tra osservazioni cliniche e conoscenze di biologia molecolare possa portare ad importanti cambiamenti scientifico-culturali in campo medico. Le nuove conoscenze acquisite hanno permesso di chiarire alcune cause delle morti improvvise per arresto cardiaco in età giovanile in individui senza evidenza di malattia cardiaca organica.

La sindrome del QT lungo e la sindrome di Brugada sono due patologie aritmogene ereditarie, la cui eziopatogenesi è individuabile in un'alterazione strutturale, su base genetica, dei canali ionici di membrana a livello cardiaco. Il cuore dei soggetti geneticamente affetti presenta una predisposizione allo sviluppo di aritmie ventricolari gravi e potenzialmente fatali. Tutti i difetti sino ad oggi identificati sono a carico di geni codificanti per canali ionici cardiaci e causano, pertanto, alterazioni dei processi di depolarizzazione e ripolarizzazione delle fibrocellule miocardiche.

Lo spettro delle manifestazioni di tali sindromi è variabile, potendo estendersi dalla completa assenza di segni clinici ed ECGgrafici (stato di portatore sano della mutazione genetica) a manifestazioni cliniche di particolare gravità. Pertanto l'identificazione del difetto genetico contribuisce non soltanto alla stratificazione del rischio e al migliore inquadramento della patologia, ma anche e soprattutto alla diagnosi nei soggetti apparentemente sani.