Numeri

Quanto è diffusa la malattia ipertensiva?
I determinanti della malattia e i fattori di rischio
Il costo sociale dell'ipertensione
Costi e consumi dei farmaci cardiovascolari
Il percorso clinico: diagnosi e terapia

Il costo sociale dell'ipertensione

L'ipertensione arteriosa rappresenta un problema di grande importanza in campo socio-sanitario principalmente per tre motivi: l'alto numero di individui affetti da tale forma morbosa, il fatto che questa costituisca uno dei principali fattori di rischio per alcune tra le più diffuse malattie che affliggono attualmente la popolazione dei paesi a più elevato sviluppo economico, gli elevati costi di gestione sanitaria nella prevenzione, terapia, valutazione prognostica, controlli periodici.

Nella maggior parte dei Paesi europei, la percentuale sulla spesa attribuita ai farmaci cardiovascolari si colloca al primo posto, fanno eccezione alcuni Paesi quali la Finlandia, la Germania, l’Inghilterra, l’Austria e la Spagna dove sono al secondo.

In Italia, i farmaci per l'apparato cardiovascolare continuano ad essere la categoria terapeutica maggiormente prescritta. Secondo il Rapporto OsMed 2007, questa classe terapeutica rappresenta il primo posto nella prescrizione sia in termini di spesa che di quantità prescritte. Inoltre, il consumo di farmaci cardiovascolare è in continua crescita.

Nel Rapporto OsMed 2007 il farmaci per la prevenzione del rischio cardiovascolare fanno la parte del leone. Fra i 30 principi attivi a maggior prescrizione, 19 appartengono alle classi C o B e fra questi 4  sono ACE-inibitori, 3 sartani, 2 statine, 2 beta-bloccanti e 2 ASA.

Il maggior peso che questa categoria terapeutica continua ad avere rispetto alle altre, è spiegato dal fatto che le malattie cardiovascolari sono al primo posto per prevalenza e disponibilità di trattamenti efficaci. L'ipertensione ha infatti una prevalenza intorno al 30% nella popolazione generale e, insieme allo scompenso cardiaco, è la patologia che richiede il maggior uso di farmaci.